Ultime dalla fattoria

Come eravamo Come eravamo

Immagine di Deruta La città di Deruta si trova a circa 20 chilometri a sud di Perugia, su una leggera collina prospiciente il corso del Tevere. La parte nuova della città corre lungo la via Tiberina, quasi parallela alla superstrada E/45 che la collega con Roma. Dell’ antico castello rimangono solo alcuni tratti di mura, gli archi delle tre porte di accesso e le caratteristiche vie medioevali attraverso le quali si accede a Piazza dei Consoli dove si trova l'omonimo palazzo, ora sede del Comune, la cui torre trecentesca è adorna di bifore romaniche. Di fronte di trova la Chiesa romanico-gotica di S. Francesco con annesso convento ove, il 2 Ottobre 1264, morì Papa Urbano IV. All’interno, a una navata con abside poligonale, si trovano numerosi affreschi di scuola senese tra i quali il martirio di S. Caterina di Alessandria (1339), protettrice dei ceramisti derutesi che la festeggiano il 25 novembre, ed una Madonna, Bambino e Santi di Domenico Alfani.

La Città è nota in tutto il mondo per la sua arte ceramica, arte le cui prime memorie risalgono al XIII secolo, anche se il massimo sviluppo si ebbe a partire dal primo cinquecento. A causa del particolare pregio dei lavori eseguiti venne poi affidata loro l'esecuzione dei pavimenti della Cappella del Palazzo dei Priori e della Sacrestia adiacente alla Basilica di S. Pietro in Perugia nonché della Cappella Baglioni in Spello.

Vaso tipico di Deruta Nel vicino Museo Regionale della Ceramica, inaugurato nel 1998, sono raccolti bellissimi esemplari di antiche maioliche locali, e la pinacoteca con pregevoli dipinti di varie epoche: una tavola di Niccolò Alunno, datata 1458, un gonfalone con S. Antonio Abate del medesimo autore, una Madonna con Bambino e Santi della bottega di Pietro Vannucci detto il Perugino, quadri di artisti vari dell’epoca, un messale miniato del trecento, tovagliati del XVI secolo. Una nota preziosa è data da un affresco raffigurante i Santi Rocco e Romano con veduta della città (1476), considerato lavoro autografo di Pietro Vannucci detto il Perugino.

Le ceramiche derutesi furono e sono celebri per le decorazioni su vasi,Ceramista derutese al lavoro piatti ed oggetti delle più svariate forme e le più antiche sono oggi conservate nei migliori musei del mondo a riprova della loro notevole qualità artistica. Fra i maestri ceramisti, nei secoli, una menzione particolare va a Giacomo Mancini detto "El Frate" (1545), Andrea di Cecco (1584), Lazzaro di Battista Faentino e tal "Paolo da Deruta" che già nel 1516 era al Servizio del grande ceramista eugubino mastro Giorgio Andreoli. Una particolare documentazione della ceramica derutese è custodita nella Chiesa della Madonna dei Bagni, due chilometri a sud di Deruta lungo la E/45. Tutte le pareti del piccolo tempio sono coperte di ex voto in ceramica collocati dai fedeli a partire dalla seconda metà del seicento fino ai giorni nostri.